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VULTURES VENGEANCE, Rising

VULTURES VENGEANCE, Rising

Il 2015 è finito, ma dischi del 2015 di cui dobbiamo ancora parlare ce ne sono. Tra questi, è opportuno citare il demo dei Vultures Vengeance, formazione romana che sta già facendo parlare di sé in quella nicchia che è l’underground metal italiano legato alle sonorità old school. Nati da una costola dei Necromancer (ottimo gruppo thrash locale, perfetta unione tra Dark Angel e primi Sepultura), sono dediti ad un heavy metal che da un lato riprende il filone più epico (Manilla Road, Cirith Ungol, Liege Lord, Manowar su tutti) e dall’altro è fortemente influenzato da Judas Priest e Running Wild. Questo Rising è il loro debutto: una cassetta autoprodotta, limitata a 150 copie (che sembrano poche, ma ormai quella è sempre più la tiratura standard), che sono andate esaurite in un mese  (alcune le ha prese l’etichetta giapponese Rock Stakk Records, vendendole a sua volta in poche ore).

Viene quindi da chiedersi come abbia fatto un giovane gruppo italiano a ottenere un risultato del genere in pochissimo tempo, quando persino i nomi più grossi fanno una grande fatica ad arrivare al sold out. Il motivo è semplice: pur essendo solo un demo di tre canzoni, è tra i lavori più interessanti sentiti in questo 2015. Sia dal punto di vista della composizione dei brani, sia da quello della produzione abbiamo di fronte una band al primo passo, ma pienamente cosciente della sua proposta e con tutti gli strumenti necessari per svilupparla al meglio: lo dimostrano sia l’esplosiva “Toward The Gates Of Unknown”, sia la successiva “Rise Of The Morning Star”. Il sound è ottimo: forte della produzione di Matt Savage (bassista della band nonché “Voice from the Beyond” nella conclusiva “From The Ashes Will Come”) e del suo Heavy Duty Studio, è quanto di meglio si possa ottenere per chi cerca le sonorità della vecchia scuola, lontane da modernismi di ogni sorta. Questo è particolarmente evidente ascoltando le chitarre, che sembrano uscite da un classico a caso appartenente all’epoca amata dal gruppo. È ottima la voce di Tony T. Steele, che riesce ad arrivare a note molto acute senza però perdere carattere nei passaggi più sostenuti. L’ultimo pezzo, “From The Ashes Will Come”, è la dimostrazione di come si possa essere epici in modo sporpositato anche in sede acustica (con un notevole contrappunto tra le due chitarre classiche).

Rising, dal titolo di Rainbow-iana memoria, convince e conquista sin dai primi ascolti. È un demo che chi ama il metal degli anni d’oro non può ignorare. Certo, sono solo 3 pezzi ed è difficile dare un giudizio compiuto sulla band in generale, ma sembra proprio un invito a scommettere su questo nome, che da ora in poi non può essere ignorato. 

Tracklist

01. Intro / Towards The Gates Of Unknown
02. Rise Of The Morning Star
03. From The Ashes Will Come