Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

URAL, Wasteland

Ural

Tornano alla carica gli Ural, formazione thrash crossover che in tre soli brani snocciola tutto il proprio amore per la vecchia scuola, a cavallo tra velocità e groove, stacchi e cambi di tempo repentini. I pezzi funzionano e ricordano le demo che giravano su nastro nel momento d’oro dell’epopea del genere, con il tipico suono non troppo pompato e affilato, le chitarre in bella vista e il drumming dinamico (mai “palestrato”, però), così distante dalle produzioni cui si è abituati oggi. La scrittura è congegnata a dovere e dimostra una buona conoscenza dei propri mezzi e delle possibili contaminazioni, specie in campo hardcore, caratteristica che permette alla band di staccarsi dai canoni più abusati e di virare verso una mutazione meno stereotipata, anche grazie a un qual certo piglio rock’n’roll che permea alcuni momenti, ad esempio il giro che apre le ostilità. Wasteland, al netto di ovvie imperfezioni, va in modo chiaro nella direzione giusta e colpisce nel segno, soprattutto rende evidente come la politica dei piccoli passi e la capacità di mettere a frutto le esperienze possano offrire una solida spinta per migliorare. Con un po’ di lavoro di rifinitura e di determinazione (cosa che non sembra davvero mancare agli Ural), potremmo sentirne presto delle belle.