Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

TUNONNA, Buono

Questa volta la ÙA Records raddoppia il suo legame con il mondo dell’illustrazione, da una parte troviamo infatti il fumetto inedito di Zerocalcare che ribadisce la formula split audio-visuale cara all’etichetta, dall’altra il contenuto in note è opera del progetto solista di Silvia Sicks, già incontrata come illustratrice di numerose copertine e poster di concerti cui abbiamo dato spazio in passato, nonché musicista nei Godog. Quello che esce fuori dai solchi di Buono è un’immersione nell’immaginario degli anni Novanta (che per Tunonna non sono mai realmente finiti), con citazioni, riferimenti più o meno immediati, giochi di parole e rimandi ad un sentire che guarda dritto negli occhi il decennio e ci accompagna in un viaggio temporale che non potrà lasciare indifferente chiunque abbia anche solo transitato da quelle parti. Le dieci tracce (più cover dei Prophilax) rappresentano delle istantanee dai toni delicati e dai testi surreali, in cui il nonsense e l’uso di calembour flirtano con un po’ di malinconia, mai però privato di un forte taglio auto-ironico e a suo modo cinico – tipico della Capitale – per evitare di sfociare nella futile autocommiserazione. Piuttosto, ci si perde in un labirinto in cui le emozioni dell’autrice vengono offerte in forma intima e senza rete, con quel piglio scanzonato e mai troppo serioso tipico della città eterna, sempre al limite con il cazzeggio come nella grunge “Allegria”, irresistibile nella continua contraddittorietà tra musica e testo e il finale che chiama in causa il celebre Mascetti di “Amici Miei” (ma un po’ anche Cobain). Bisogna stare solo ben attenti a non confondere Tunonna con quei post-cantautori minimal-chic che affollano le playlist dei fighetti col risvoltino, perché qui siamo da ben altra parte, non c’è posa o voglia di fare gli sconsolati ad arte, è piuttosto un diario di bordo di una generazione disillusa e sempre al fronte, con la polvere della strada tra i denti e un pensiero malinconico rivolto a quando si poteva fare a meno di confrontarsi con la burocrazia e gli sbattimenti quotidiani. Del resto, se conoscete le storie del suo compagno di avventura Zerocalcare avete ben presenti le sensazioni e le modalità di cui vi stiamo parlando. Ancora una volta, l’accoppiata musica/fumetti colpisce nel segno e rende onore alla scelta coraggiosa della label.