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THE TRANSCENDENCE ORCHESTRA, Modern Methods For Ancient Rituals

Anthony Child, cioè Surgeon, può suonare quello che vuole, perché i risultati che ha ottenuto da solo e come parte attiva della scena techno di Birmingham lo mettono al riparo da qualsiasi critica. Non è la prima volta che appare su Editions Mego (per Rehberg ha pubblicato due “Electronic Recordings From Maui Jungle”), ma non come The Transcendence Orchestra, progetto che ha inventato assieme a Daniel Bean, anche lui proveniente dal mondo techno. Con Modern Methods For Ancient Rituals, registrato lontano dalla città con una manciata di sintetizzatori e alcuni strumenti più esotici, Child fa quello che c’è scritto nel titolo, guardandosi all’indietro e cercando di vedere cosa succede se si mette al lavoro su due temi: drone e minimalismo. Non è decisamente il primo, né sarà l’ultimo, a muoversi nel passato, alla ricerca delle sue stesse radici: quelli con la testa girata verso un periodo considerato idilliaco e a suo modo perfetto sono tanti, e si direbbero poco preoccupati di passare per manieristi, così quest’anno sono state persino necessarie recensioni cumulative di queste operazioni. I due direttori dell’orchestra trascendente o non seguono queste vicende o se ne fregano (e lo stesso fa Mego): scelgono molto bene i suoni, tendenzialmente “vintage” (ma non troppo), li dosano con attenzione, dipanando lentamente la matassa della loro musica, lasciando che cresca e raggiunga piano piano il limite della nostra capacità uditiva. Non serve del resto nemmeno spiegare che Surgeon, già conosciuto per essere un eclettico, è bravo con le atmosfere e la cosiddetta “ambience” quanto coi battiti. Nel momento in cui ogni traccia di Modern Methods For Ancient Rituals si è sviluppata alla sua massima potenza, l’effetto ascensionale e catartico è garantito, quindi chi ha la scimmia per queste cose deve mettersi all’ascolto.