Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

SUBHUMAN, Tributo Di Sangue

Tributo Di Sangue

Death/thrash oltranzista e senza compromessi, cantato in italiano e forte di suoni potenti al punto giusto, scrittura affilata e precisione chirurgica: questa in due righe la proposta dei Subhuman, perfetto crocevia tra thrash Bay Area (Testament in primis) e death della Florida, non senza qualche scorreria in ambito sempre death, ma europeo. L’insieme funziona e la confluenza di elementi eterogenei dona alla proposta una buona personalità, il che non guasta e permette di colpire l’attenzione dell’ascoltatore senza perdersi in un’inutile operazione nostalgia fine a sé stessa. Non si tratta certo di un lavoro innovativo o figlio di un sentire dell’ultima ora, piuttosto ci si trova di fronte a un erede diretto della più solida tradizione thrash anni Ottanta, ma ben più violento e intransigente. Non thrash scanzonato o festaiolo, per capirsi, quanto una sua mutazione cresciuta nella melma delle Everglades e, per questo, potenzialmente appetibile anche per chi solitamente preferisce la cucina piccante. A tratti, la proposta appare fin troppo seriosa e concentrata sul colpo da KO, così da non lasciar spazio a fuori programma che riescano a spezzare la tensione prima dell’affondo finale, ma la cosa sembra più una scelta che una dimenticanza, un marchio di fabbrica piuttosto che un limite inconsapevole. Il risultato non delude le aspettative e farà la gioia di tutti gli amanti del metal estremo dalla solida tecnica e dai contorni ben definiti (slabbrature e sporcizia sono qui bandite sia nella scrittura che nei suoni). Difficile, invece, che posa far presa in chi cerca strade inesplorate o contaminazioni improbabili, ma di questo i Subhuman non sembrano preoccuparsi troppo.