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SEWER TRENCH, Optimism

SEWER TRENCH, Optimism

Mi giungono come un nome completamente nuovo gli inglesi Sewer Trench, che, dopo qualche sparuta uscita di singoli in digitale (formato senza senso per me che sono vecchio), tentano l’avventura del di quello vinilico (“il” formato per me, che sono sempre quello vecchio di prima). Il fatto che il disco sia co-prodotto da un discreto numero di etichette lascia intendere come i Sewer Trench abbiano la scena DIY-punk per sfondo. E in quell’ambito si possono individuare i loro numi tutelari, che passano con non-chalance dal crust alle grindate in svariate specifiche declinazioni: citerei, fra tutto quello che mi è venuto in mente, Disrupt, Martyrdöd, Mass Grave, il d-beat di Portland, quell’entità che chiamano blackened hardcore… Per completare la descrizione, aggiungo che il suono è molto compresso in chiave death metal (genere che emerge occasionalmente anche in qualche riff), la voce non mi fa impazzire: è di quelle che più che scandire i testi li strascica urlandoli senza metrica e io preferisco la scuola di Renzo Arbore quando dice che i testi devono essere quadrati. Un mescolone insomma, che, a dirla tutta, potrebbe essere un po’ più coerente e meglio amalgamato, ma poteva andare peggio. Un disco con dei bei momenti, soprattutto quelli veloci, un po’ noioso in quelli rallentati, non memorabile nel suo complesso proprio per una non ottimale organicità.