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Muta Imago, “Dopo il diluvio”, 25/3/2024

Roma, Foro Traiano (Forof).

Avevamo già incontrato su queste pagine lo spazio romano di Forof in Piazza Traiano 1, fin dalla sua inaugurazione nel 2022 con la mostra dedicata al filosofo spagnolo Paul B. Preciado (in uscita il suo primo film come regista, “Orlando, my political biography”, omaggio a Virginia Woolf) con l’allestimento acustico Lovotic-X, album del celebrato duo Soundwalk Collective, e ne torniamo a parlare per l’apertura dell’affascinante personale dell’artista lituano Augustas Serapinase, “Baltic Adventure”, accompagnata da una serie di eventi e concerti, denominati “Episodi”, il primo dei quali è stato un vero e proprio rituale collettivo officiato dalla compagnia Muta Imago assieme all’attrice Sara Bertolucci, con le straordinarie musiche eseguite dal vivo dall’artista trevigiano residente a Roma Lorenzo Tomio, che è anche autore di alcune delle colonne sonore più interessanti per il nuovo cinema italiano: film come “Punta Sacra”, “Mur”, l’ultimo “Body Odyssey”.

La compagnia Muta Imago, fondata a Roma nel 2006 da Riccardo Fazi e Claudia Sorace, da sempre immagina una sorta di teatro smaterializzato composto da testi elaborati e smontati, voci scolpite nell’aria, fantasmatiche apparizioni, luce, spazi interiori, suoni, echi lontani, trovando da qualche anno nella collaborazione con Lorenzo Tomio una sintesi acustica esemplare per evocare mondi astratti, alieni, a volte dolorosi. Una drammaturgia che richiede concentrazione assoluta per i partecipanti all’inconsueto rito teatrale… e qui entra in scena un tema assai caro a The New Noise come il Deep Listening (gira in Italia, e non lo perdete, il documentario “Deep Listening: The Story Of Pauline Oliveros” di Daniel Weintraus). Certamente è Ascolto Profondo quello che prevede Muta Imago al Forof: le scale di Forof, i suoi camminamenti, i suoi anfratti angusti e gli ampi spazi archeologici che coinvolgono tutta l’area che ospita parte della sotterranea Basilica Ulpia fanno il resto per una performance definitivamente e non artificiosamente, immersiva.

“Dopo il Diluvio” narra della forma divinatoria del volo degli uccelli, detta Aurunci, oracolo praticato dai sacerdoti romani. Fanno seguito riflessioni tutte contemporanee sugli antichi abitanti di Roma che frequentavano la Basilica Ulpia duemila anni orsono e sul significato intrinseco della magnificenza del Foro Traiano, che in quel preciso momento è giusto sopra le nostre teste! Infine il viaggio con il testo originale di M.I. approda a un futuro/presente drammatico evocato dalla voce recitante di Riccardo Fazi: “Uomini e donne che fino all’altro ieri dormivano in grandi morbidi letti, in case accoglienti, ben riscaldate e protette, ora vagano alla ricerca di un anfratto buio e putrido fra topi e macerie pur di salvare la pelle ed escono solo al tramonto alla ricerca di avanzi di cibo, a riempire secchi d’acqua contaminata mentre il bagliore dei bombardamenti continua inesorabile illuminando il buio più totale!”. Una scossa evidentemente attraversa gli antichi spazi absidali illuminati da neon di un bruciante rosso cremisi mentre una nenia elettronica si trasforma nel crescendo minaccioso prodotto con sapienza dalle onde sonore delle macchine di Lorenzo Tomio, inondando un pubblico basito. Oltre la dimensione teatrale o concertistica, Muta Imago/Tomio/Bertolucci ti scaraventano fisicamente al centro del loro vivido mondo apocalittico.

La mostra “Baltic Adventure” sarà aperta fino al 30 giugno con altri appuntamenti. Se queste sono le premesse, è evidentemente da non perdere.