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DELA BOTRI & HEWALE SOUNDS, Hewale Sounds

Il flautista Yaw Dela Botri fonda nel 1996 il gruppo Hewale Sounds all’interno del “Centro internazionale per la Musica e Danza africana” ad Accra: 12 giovani musicisti e studiosi dediti a suonare, rivitalizzare e promuovere il repertorio musicale tramandato oralmente delle varie regioni di quell’immenso e magnifico paese che è il Ghana.

Dela Botri è ormai considerato un maestro assoluto, virtuoso dell’atenteben, nome del flauto cromatico solista della musica ghanese e, insieme al suo ensemble, con una proposta che comprende composizioni originali e musica tradizionale, con incursioni nell’high-life, nell’afrobeat e nella musica juju, partecipa a numerosi festival in Europa e Stati Uniti (è riuscito anche a suonare con Stevie Wonder in uno storico concerto al Conference Centre di Accra nel 2004).

Il nuovo progetto degli Hewale Sounds, uscito in questi giorni per l’emerita label no-profit MusicXChange, gestita dal musicista ed ingegnere del suono italiano Federico Masetti, è registrato ad Accra durante il lockdown (che inevitabilmente dà il titolo al primo brano) e si trova su Bandcamp oppure su vinile 12” stampato dalla Vinilificio.

Tre brani per lato e, dopo l’apertura, “Odo”, con l’incredibile intro del flauto atenteben, ci colloca in un paesaggio dei più dolci: i mal d’Africa è lì, giusto dietro l’angolo, d’altronde tutti i componenti del gruppo sono tanto ispirati e sapienti quanto discreti, così che viene in mente una sorta di Discreet Music equatoriale, dato che siamo a migliaia di chilometri dalla baia di Woodbridge. Il terzo, incantevole pezzo “Bani” vede ancora Dela Botri sugli scudi, occasione per sottolineare anche che Botri è il primo che riesce a suonare l’atenteben su tutta la scala cromatica.

Si gira il vinile e arriva l’afrobeat di “Fela”, esplicito omaggio al sax di Kuti, anche se il tema è sempre eseguito col flauto, dunque straniamento e meraviglia assicurati prima dell’entrata di Evans Aduful con la sua chitarra: sembra quasi di ascoltare Abraxas, cioè il Carlos S. di Abraxas! Con “Novinye Wo” dalla Nigeria del Black President si torna a ritmi più propriamente ghanesi, anch’essi decisamente indemoniati, ma con quella frenesia gioiosa di cui il disco è intriso da capo a fondo. In grande spolvero qui anche tutto il resto del gruppo: Okoe Amatefio al kpanlogo drum, Emmanuel Ohene a gankoui e axatse, Beda Ehrensperger al basso elettrico, Katrine Suwalksi al sassofono, David Odoum Jr. alla batteria. La chiusura è affidata a Nana Eba, dal profumo juju yoruba: sempre grande, grandissima musica dal Pianeta Africa. E poi… chi si ricorda del portentoso quarto disco di Siouxsie & the Banshees intitolato Juju? Africa rules.