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CRIPPLE BASTARDS, La Fine Cresce Da Dentro

A febbraio scorso avevamo parlato dei Cripple Bastards in occasione dell’uscita del monumentale box set The Outside World, che riassumeva alla perfezione la carriera della band con oltre cinque ore di materiale. Evidentemente, però, qualcuno non era ancora soddisfatto: a concludere in gloria l’anno esce il settimo full length del gruppo, La Fine Cresce Da Dentro, che conferma il sodalizio con la Relapse Records, iniziato col precedente Nero In Metastasi (2014).

Il 2018 non è “solo” l’anno del trentennale, ma anche quello del decennale del grandissimo Variante Alla Morte, molto più oscuro dei precedenti, con brani più elaborati e ricchi di sfumature, primo esito di un nuovo corso e di un nuovo modo di comporre. Si parla comunque di un processo graduale (già in Misantropo A Senso Unico, pubblicato nel 2000, la struttura dei brani era molto più ricca rispetto a quella standard della media dei gruppi grindcore), non solo a livello compositivo, ma anche tecnico generale, alzato dall’ingresso di Raphael Saini alla batteria (tra l’altro al posto di un già ottimo Al Mazzotti).

I Cripple Bastards attuali sono, nel complesso, un gruppo con molte più cartucce da sparare, ma con dei colpi molto diversi dai precedenti, che necessitano di un certo numero di ascolti per essere assimilati appieno, e la loro nuova fatica in studio ne è una conferma: le canzoni sono molto più strutturate e anche molto più veloci, una tendenza che già era stata riscontrata su Nero In Metastasi. Ora hanno un batterista con molta più capacità e precisione, il che fa strano, visto che i suoi predecessori erano molto meno raffinati nel tocco, e danno ai loro brani un piglio molto più hardcore (guardando sempre gli italiani tra i riferimenti principali), in cui la velocità riesce a fare giustizia ai riff. Ciò non significa che abbiano smesso di sperimentare con dissonanze e brani di più lunga durata (vedi “Chiusura Forzata”). Hanno scelto “singoli” (“Non Coinvolto”, “La Memoria Nel Dolore”, “Passi Nel Vuoto” e “Crimine Contro L’Immagine”) che a un primo ascolto non convincono appieno, ma che dopo poco si rivelano delle vere mine, e lo stesso discorso vale per “Ombra Nell’Ombra”. Il noisecore, cioè il loro sound iniziale, quello che adesso Giulio The Bastard porta avanti col progetto riesumato Isolation As Cult, viene riproposto in “Decessi Per Cause Sconosciute”, che al suo interno contiene diversi “micro-brani” di una manciata di secondi (la stessa cosa succede su Nero In Metastasi in “Marcatori Positivi”). C’è anche un “featuring” d’eccezione, quello di Zazzo dei Negazione su “Dove Entra il Coltello”.

La Fine Cresce Da Dentro spegne con gloria la trentesima candelina sulla torta: rispetto al precedente è di gran lunga più compatto, con una produzione leggermente migliore (sempre di Fredrik Nordström e dei suoi Fredman Studios), con dei brani non immediati come molti dei loro classici ma sicuramente molto degni di nota. Se i loro ultimi dieci anni vi hanno detto poco, non sarà questo disco a farvi cambiare idea, ma vi consigliamo di fare comunque un tentativo, per capire che genere di macchina da guerra siano i Cripple Bastards nel 2018.