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ANA LUA CAIANO, Vou Ficar Neste Quadrado

Cantante e produttrice lisbonese al suo debutto sulla lunga distanza dopo due ep e alcune importanti esperienze live, Ana Lua Caiano (e Glitterbeat con lei) opta per una scelta radicale e vincente: ingloba la tradizione portoghese nelle linee vocali, mantenendo le musiche ritmiche, fredde e taglienti. Così facendo sembra calare sui brani come una carta velina che li tinge del fascino lusitano, anche se questi potrebbero facilmente diventare belli e pronti per altre voci, universali come quelle di Sevdalidza o di Kae Tempest. Ma la voce poi ribolle e si alza come ondate, intensa e profonda, creando episodi fuori dal tempo. In “Cansada” sembra quasi di veder apparire un approccio da teatro greco: cori e movenze sinuose. I brani sono brevi, ficcanti, potenziali singoli dall’inizio alla fine per come uniscono dancefloor e barrio.

Da piccina Ana Lua inizia con il pianoforte, poi una scuola jazz, il synth in qualche progetto finché rinchiusa giocoforza in casa per il Covid esplode a livello creativo. Propone del materiale al Womex e da lì tutto prende piede, un passo dopo altro. Il Portogallo e la musica lusitana cambiano pelle come serpenti, Ana Lua ci gioca, li smonta e li unisce a una visione contemporanea che li definisce appunto come universali senza perdere il loro punto di decollo. Del resto la tradizione orale c’è stata per secoli e forse un giorno potremmo avere, invece di agorà o riunioni fiume, dei cypher dove ognuna di queste voci (oltre quelle già tirate in ballo inserirei volentieri anche la svizzera/guatemalteca Baby Volcano) possa esprimersi. Vou Ficar Neste Quadrado promette molto, mantenendo tutto.