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ALESSANDRO CORTINI + PAUL BEAUCHAMP + LUCA SIGURTÀ, 10/10/2015

Alessandro Cortini

Torino, Magazzino sul Po.

Buona idea quella di accorpare tre nomi dai percorsi diversi tra loro, ma accomunati dalla passione per le musiche di matrice elettronica.
Certamente uno come Luca Sigurtà, in apertura, non è ascrivibile soltanto a quello specifico campo, ma la percezione rimane tale, fermo restando il mai sopito retroterra noise. Incomincia in sordina, ma solo all’apparenza, e col passare dei minuti viene a crearsi un’atmosfera claustrofobica e perturbante, con lui uso spesso questo termine (devo approfondire il discorso), tanto che a metà concerto i volumi si alzano repentinamente e la barriera sonora s’ispessisce fino a sembrare di vedere animarsi un immaginario wall of sound. Ottima conferma del disco appena uscito.

Luca Sigurtà

Passano pochi minuti e si accomoda l’americano Paul Beauchamp, ormai da tempo stabilitosi a Torino. Anche per lui mezz’ora circa di set, accompagnata da stranianti visual geometrici, dove tenta di smorzare le tensioni di Sigurtà per mezzo di stratificazioni diciamo più soffuse e legate alla terra, questa è la sensazione che ho avuto ascoltando il suo recente Pondfire, pensate ad una forma di sensuale blues tecnologico, sempre diviso tra il terrigno e digitale.

Paul Beauchamp

Si chiude con quella che qualcuno potrebbe definire “la star” della serata. Tutti sanno del percorso fatto dal bolognese Alessandro Cortini (da anni negli States) coi Nine Inch Nails di Trent Reznor. Ha fatto un certo effetto sapere che i suoi lavori venissero pubblicati per la Hospital Productions di Dominick Fernow e per la Important Records (a quest’ultima deve piacere parecchio l’Italia, dato che nella sezione dedicata alle tape, Cassauna, sono passati, tra gli altri, i nostri Caterina Barbieri e Alberto Boccardi). Fonti bene informate mi dicevano che sul palco Cortini avrebbe alleggerito di molto il suo armamentario, dato che in studio lavora con synth piuttosto ingombranti, e così posso confermare. La sua è una proposta che è visibilmente legata ad una certa elettronica d’atmosfera, a me ha anche ricordato una versione senza chitarre di istanze quasi postmetal; quei saliscendi emotivi sono figli del medesimo sentire estetico, e qui torna alla mente proprio il lavoro coi NIN. Nonostante abbia salutato la sua venuta con una discreta dose di scetticismo, lo confesso, le sue texture sempre evocative e ritmiche al punto giusto si sono fatte apprezzare. La mia vicina a un certo punto ha cominciato a dimenarsi, a conferma anche della “ballabilità” di quelle soluzioni sonore, perché no?

Alessandro Cortini

Si finisce presto, come ribadito dall’organizzazione del Magazzino sul Po, e si continua ad ascoltare musica all’interno del locale dei Murazzi, ma per me arriva l’ora di tornare a casa.

Le foto sono di Irene Gittarelli, che ringrazio.